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Sul tempo

wpid-wp-1441751936304.jpegBene, siamo tornati.
Inutile dire che sembra esser durato un soffio.
Sul tempo bisognerebbe scrivere un trattato, alcuni lo hanno fatto, ma bastano poche osservazioni banali a introdurne la questione.
A me il tempo non basta mai. Non mi bastava da piccola, al liceo, all’Università e non mi basta ora. Milioni di volte avrò pensato ‘Mi servirebbe qualche ora in più’, ‘Se solo avessi un’altra settimana! …Anche solo qualche giorno, sì, me ne bastano due o forse tre..’. Intere ore passate a fantasticare, rincorrendo minuti insesistenti e attimi già passati, come se quella manciata in più di tempo fosse vitale. ‘Non riesco a finire mi serve più tempo‘, rimuginavo come un disco rotto, questa frase martellava il mio cervello, mettendomi ulteriormente in affanno come il Bianconiglio, mentre studiavo di notte per le mie interrogazioni e poi per gli esami, durante la Tesi, al lavoro, quando scrivevo i miei Report con l’orologio puntato alla tempia, e ancora dopo, per l”elaborato finale’ del Master, la cui sola dicitura, che voleva edulcorare la fatica di un’altra tesi, mi metteva un’ansia incredibile fino a impugnare compulsivamente il calendario, sperando di scovare miracolosamente giorni dimenticati. Quante volte ho sperato che le cose venissero rimandate per donarmi la temporanea illusione di averlo finalmente acciuffato? Quante altre ho guardato freneticamente l’orologio per quel tempo che non bastava e per il tempo che non passava? Sì, perchè a correre lento è quello della noia, purtroppo, e non l’altro.
L’orologio della cucina di mia nonna è il primo che ho cercato, ho i suoi numeri scolpiti negli occhi, segnava l’inizio dei miei telefilm preferiti, del pranzo, della merenda, di Bim bum bam, del momento in cui avrei dovuto iniziare i compiti, di quando mi sarebbe venuto a prendere papà. Quell’orologio me lo sono portato via con me qualche anno fa, ‘non cammina più’ (come diceva mia nonna), è fermo ancora oggi all’1:30. Io lo lascio così perchè mi sembra avere un senso.
Quanti sospiri sul tempo che non torna?! Sempre il più bello. Quello delle vacanze non basta ancor prima di partire, argomento che fa scricchiolare anche la mia teoria sul fatto che tutti dovrebbero avere 4 settimane consecutive retribuite di ferie per riprendersi dalla vita.
E poi il tempo che non arriva mai, quello che non si ferma, quello negato, quello rimpianto.
Con il tempo noi, esseri umani, litighiamo.
E’ un Odi et amo a legarci.
Oggi mi sembra non bastare quello per tutte le cose che vorrei fare (che ancora non ho capito bene nei dettagli..) oltre a lavorare, mangiare, dormire e sbrigare altri obblighi.
Eppure per quante mattine mi è stato dato di svegliarmi? Quanti tramonti mi sono stati regalati? Quanti giorni, quante ore, quanti minuti? Tanti.
Vorrei fare pace con il tempo, profondamente pace, stare nel tempo, nel tempo esatto di ogni attimo che vivo, senza desiderarne altro o uno diverso.

RN

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Tra Felicità e Poesia

Credo sia una notte importante, una notte di quelle che non si può lasciare andare così senza scrivere nulla, calando, oggi, il buio stellato tra la Prima Giornata Internazionale della Felicità (20 marzo) e la Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo).

Una notte sospesa tra Felicità e Poesia, un tempo “consolatorio” pronto a decantare bellezza che non ho proprio voglia di farmi sfuggire, anche solo per ricordarlo a me stessa.

Anni fa, almeno 6, durante un viaggio in treno, incontrai una signora intorno alla settantina, dalle buffe fattezze, un po’ grassottella, che mi raccontò della sua appassionata e osteggiata storia d’amore, vissuta in gioventù. Continua a leggere