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Giorno 11: Turchese

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Seduta sulla spiaggia, un incanto di mare turchese di fronte e una barca a vela a tagliare l’orizzonte. Mi chiedo quante ore potrei stare a guardare tutto questo. Non lo so, non lo so veramente, potrei perdere la cognizione del tempo. Guardo la riva, ripenso al colore acquamarina, e solo ora mi sembra di vederlo per la prima volta. Capisco profondamente, forse solo adesso, perchè il blu, nella cromoterapia, è associato alla calma e alla serenità. La tranquillità diffusa da quest’involucro azzurro in cui mi sento immersa è terapeutica. Sembra di essere in acqua ancor prima di entrarci. Tutto questo perdersi mi piace. Io, che poi non amo così tanto il mare che mi spaventa, ne sono invece irresistibilmente attratta e mi piacerebbe ‘saper nuotare come nuotano i delfini’, come cantava Bowie, ‘e rubare un po’ di tempo’ almeno ‘per un solo giorno’. Inizio a pensare che le stagioni abbiano un senso e vadano vissute nei loro luoghi, assecondandone i tempi. Anche i pensieri qui si dissolvono per lasciare spazio alla possibilità di accogliere tutto questo infinito.

RN

Giorno 6: La Gratitudine

wpid-wp-1440518210135.jpegOggi mi sento piena di gratitudine.
La gratitudine è una delle cose che più mi riempie il cuore, che più mi avvicina a una felicità non effimera e che mi fa sentire viva. Mi ricorda che c’è un cielo sopra la mia testa ad avvolgermi e qualcosa di più grande a contenermi, mi fa sentire in connessione con questo Universo che mi risponde.
Sono sulla spiaggia che nel mio sesto giorno trovo pienamente splendida. Credo ci voglia un po’ di tempo per apprezzare profondamente dove ci si trovi, se l’animo è intorpidito ha bisogno di risvegliarsi e spalancare il suo sguardo dritto in fronte alle cose che vede. Oggi è l’ultimo giorno qui, domani ci spostiamo a Ile Rousse e cambiamo campeggio, casetta e cornice. Gli ultimi giorni hanno sempre per me qualcosa di speciale: ti restituiscono tutto quello che hai vissuto in una specie di riassunto e insieme molto di più, hanno quella magia che avvolge ciò che stai per lasciare, sono carichi di poesia, ti salutano a loro modo, moltiplicando i ricordi.
Il bagno che ho fatto oggi è uno di quelli interminabili dove entri ed esci 5/6 volte e giochi e prendi il sole e ti ributti e non vuoi mai mangiare per rimanertene a galla dentro l’acqua. Il mare era limpidissimo, il vento fermo e il tempo caldo. Io me ne sono stata ‘affacciata’ sull’acqua a rimirare il panorama, perdendo il conto dei minuti. Calvi con la sua cittadella davanti e gli alberi delle barche a farle da ghirlanda intorno. Una ‘spiaggia con vista’. Non mi dilungo sull’elenco di persone alle quali ho pensato di dedicare tutta questa bellezza che non possono più vedere.
Fermatevi almeno per un bagno attento in questo golfo se passate di qui.
Stasera abbiamo rifatto quel chilometro e mezzo a piedi di notte lasciandoci alle spalle la città e un inaspettato groviglio di lampi l’ha illuminata a intermittenza da dietro come se volesse rimarere definitivamente impressa nella nostra memoria.

RN