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Autunno dentro – Cimeli vintage, fiori secchi e spezie

Sono totalmente affascinata dall’autunno. Me ne accorgo più che mai quest’anno. Quasi non mi va di farlo scivolare via così presto.
La natura in autunno è incredibilmente viva a suo modo, dietro quell’apparente decadenza la sua bellezza pulsa nei colori della ruggine e del vinaccio, nell’aria fresca, nel cielo, a volte, incredibilmente terso.
Non potendo passare tutto il giorno fuori, un po’ di autunno me lo sono messo in casa, decorandola con fiori e materiali secchi.
Cannella e ortensia come a tracimare da piccoli vasetti, anice stellato a impreziosire, foglie di protea a richiamo della leggerezza, un mazzetto di sfioriture del fiore di loto come rami semi spogli, centrotavola di zucche bianche, piccoli davanzali fioriti indoor, un bouquet di fiori secchi appeso al muro..  il tutto utilizzando i miei “cimeli” vintage, i miei oggetti della nonna ereditati e quelli scovati in giro per i mercatini. Così le ortensie stanno in mezzo ai merletti dentro piccoli contenitori dove si faceva macerare la carne, il mazzetto dentro una bottiglia anni ’50, un bouquet a fuoriuscire da una splendida brocca di porcellana francese di fine ‘800, l’anice stellato nel porta sale vintage.
Trovo bello che anche l’interno della casa cambi nei suoi dettagli decorativi a seconda della stagione. Io credo che i fiori secchi come l’uso di alcuni materiali naturali vadano rivalutati e usati nuovamente e più spesso, reinterpretandoli in chiave contemporanea.
Si può iniziare ripetendo “no, i fiori secchi non sono anni ’80” 🙂 …e se proprio non ce la fate, pensate che persino gli anni ’80 qualche anno fa sono tornati di gran moda.
Qui trovate qualche foto di quello che ho fatto:

Buonanotte,

R.N.

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Giorno 7: Le Parfait

wpid-wp-1441011396010.jpegMattina di trasferimenti accompagnati da un acquazzone e da un po’ di nostalgia. Abbiamo lasciato la pineta in cui eravamo immersi per sistemarci nel nuovo campeggio vicino a Ile Rousse. Provo sempre una strana sensazione durante gli spostamenti: una piccola morsa allo stomaco, un miscuglio di indecifrabili aspettative che si sovrappongono tra loro, emozioni di varia natura, fremito, ansia e malinconia. Questo perchè i cambiamenti mi turbano sempre un po’, so che sono l’unica via per incrociare il nuovo, quindi imbraccio il mio vorticoso turbinio, a volte mi riesce bene, a volte male, e cosi’, zoppicante, cerco di passarci attraverso. E’ tutta una questione di convivenza, di provare a starci insieme.
Al trambusto dell’organizzazione è seguita la quiete del posto che abbiamo trovato. Siamo in una mobil home, anche questa con veranda, più che un campeggio sembra un giardino, un piccolo parco per la cura del verde intorno. Ci sono tante casette simili alla nostra a una giusta distanza e l’effetto è quello di un micro villaggio residenziale.
Il mio primo pensiero è stato quello di comprare dei fiori da mettere al centro del tavolo sotto il patio di legno dove si arrampica una bignonia arancione. Ho trovato delle piccole gerberine gialle in un supermercato. Ho usato come vaso un barattolo per le confetture ‘Le Parfait’.
La mia passione per i barattoli ha già trovato tanta soddisfazione, portandosi a casa 6 ‘bocaux’ da un litro con chiusura a pressione e 2 vasetti, con tappi a vite, di misure diverse per le marmellate ‘Le Parfait’, marchio che si porta dietro tutta l’allure vintage degli anni ’30.

RN

Hanami autunnale

Hanami, l'”osservare i fiori“, tradizionale usanza e festa giapponese nel periodo della fioritura dei ciliegi, è una delle attività che più amo. Se prima rivolgevo ai fiori lo sguardo fugace rapito dalla loro fulminea bellezza, oggi lo dirigo con consapevolezza per contemplarli perché i fiori hanno un potere rigenerante per l’anima e per lo spirito.
Io mi sento sempre un po’ meglio dopo averli guardati ed è uno di quei rari momenti in cui provo una profonda gratitudine.
La buona notizia è che i fiori non finiscono con la primavera, neanche con l’estate: l’autunno ha ancora sorprendenti colori e forme da offrire.
Qui trovate le foto di alcuni fiori autunnali, che ho scattato ai Giardini della Landriana durante la mostra mercato di questo mese, per un “Hanami digitale“, sperando possa essere un momento di bellezza anche per chi non c’era.
Il primo fiore è il delicato Anemone giapponese (che non avevo mai visto!) di cui i Giardini, in una delle loro “stanze”, sono in questa stagione pieni:

anemone giapponese - ricercatrice nomade

La tenue Pavonia:

pavonia - ricercatrice nomade

La Gaura:

gaura - ricercatrice nomade

Gli Aster settembrini:

aster rosa - ricercatrice nomade 

aster - ricercatrice nomade 

aster - ricercatrice nomade

L’Echinacea:

echinacea - ricercatrice nomade

L’incantevole Verbena bonariensis:

nn-ricordo-nome

Troviamo il tempo per ammirare i fiori! 🙂
Felice giornata,

R.N.

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San Francisco

Oggi è un giorno di quelli che me ne andrei a San Francisco, non prima, chiaramente, di essermi assicurata di avere dei fiori tra i capelli. In fondo l’estate, che lì pare essere incantevole, non è finita, quindi si può ancora fare.
Anche l’idea di incontrare persone carine che camminano per le strade, pure loro con i fiori in testa, non mi dispiace affatto.
D’altra parte, quella “strana vibrazione” di un’intera generazione in movimento, io non l’ho mai sentita.

R.N.