Su di me

 

Sono nata di Mercoledì. Nata all’ora di pranzo. Nata, anche io, in Primavera, però, non il 21.

Nascere il 21 avrebbe fatto, forse, la differenza e, forse, proprio per questo, io mi ritrovo a scrivere le pagine di un blog.

A volte mi chiedo dove la cicogna abbia scelto di sganciarmi e perché.

Spesso mi sento come il Blackbird dei Beatles, in altri momenti come un Gabbiano atterrato in un parcheggio.

Amo camminare, cammino per pensare e lasciare andare, per respirare, ringraziare e guarire; cammino per trovare la mia strada. Amo camminare sentendo la musica, senza la quale non credo che questa vita sarebbe la stessa.

Cerco il mio posto in questo mondo.

Rigatoni, mezze maniche e pipe non mi hanno mai convinto; casarecce, spaghetti, fusilli, fettuccine e pennette sì, con solide argomentazioni.

Così come non sono tra quelli che preferiscono il mare di inverno e la montagna d’estate, credo non basti fare il contrario di ciò che fanno quasi tutti per essere originali. L’originalità sta, per me, nelle intenzioni: nel come si interpreta, si intende e si vive qualcosa di apparentemente banale. La normalità, nelle sue tante declinazioni umane, è, in realtà, straordinaria.

Vorrei arrivare all’ultimo dei miei giorni pensando e cantando a gran voce “Non, Je ne regrette rien”, mentre volteggio in una danza che riavvolge la mia esistenza, accompagnata da un sorriso felice.

Ricercatrice Nomade

Riproduzione Vietata

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