Canzone del Giorno

La musica ha un modo diverso di traghettare significati rispetto alle parole. E’ come se, per gli stessi concetti, facesse un altro percorso; viaggiando per suoni, vibrazioni, immagini, in uno spazio tridimensionale, pare puntare dritta al centro dell’anima in un tempo molto più breve, lasciandoti in dono quell’incredibile immediata sensazione della ‘corrispondenza’ tra te, in quell’esatto istante, e quel motivo.

A volte, poi, l’anima risuona in modi che non sempre le parole sanno restituire, ci sono dei silenzi e dei moti che il rumore della lettera non sa ricreare, stati a cui la musica, invece, con il suo suono, riesce a dar corpo e a riempire.

Da qui nasce il box “Canzone del Giorno”, corredo fisso e mutevole di questo blog. E’ un racconto anche quello, forse più puntuale delle mie stesse parole. E’ qualcosa che non potrei comunicare altrimenti, se non in questo modo unico e complementare allo scritto.

Un nome, semplice, abusato, ma che io trovo singolare e voglio lasciare così per due ragioni: rappresenta bene ciò che indica – si tratta di una canzone legata ad un momento, che può essere un giorno, ancorata a un qualcosa, a un significato, a un certo sentire, che c’è ora, che è destinato a cambiare, ma che, non è da escludere, ritorni. E’ una canzone che cattura e ferma un istante – e poi, seconda motivazione, è un’espressione legata a un ricordo.

Anni fa, un mio amico, durante la fase finale della stesura della mia tesi (quella della corsa matta e disperatissima a scrivere, scrivere, scrivere, dell’angoscia dell’ “oddio non ce la faccio”, delle emozioni contrastanti da nastro che si sta per riavvolgere, quella in cui devi tenere le idee legate alla testa con fili colorati per non perderle etc. etc), ogni giorno, sapendo che ero rintanata in casa davanti al Pc, con la smania di non fermarmi per paura di non finire mai, mi inviava una email, intitolata proprio così “Canzone del Giorno”. Ecco, la canzone del giorno, all’epoca, è stata un’ottima compagna di viaggio, la mia finestra sul mondo, il mio orizzonte in uno spazio chiuso. Mi faceva distrarre e riflettere insieme, mi dava energia, consolava il mio animo e mi raccontava di lui, dato che non c’era neanche più tempo di parlare. Insomma la musica era parte integrante della nostra comunicazione quotidiana, noi parlavamo spesso così, a suon di canzoni.

E questo, per me, è un “lessico famigliare”, quello di mio padre, abituato da sempre a “sentirsi” e a “farsi sentire” così, attraverso questo canale.

Detto ciò, non vi voglio dire né promettere che ogni giorno sistematicamente cambierò canzone, troppo lineare, troppo coerente di una coerenza vuota, troppo da rivista musicale o da radio, no. Io la metterò per ogni momento che vorrò fermare e comunicare, che potrà benissimo coincidere con le 24 ore di un giorno, come no.. la metterò per tutti quei giorni dell’anima che avrò voglia di condividere.

Invito, quindi, con immenso piacere, chiunque capitasse su queste pagine a sentire anche la canzone del giorno che si trova sul lato destro.

Chi vorrà potrà leggere, ascoltando o ascoltare, leggendo.

R.N.

Riproduzione Vietata

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