Tra Felicità e Poesia

Credo sia una notte importante, una notte di quelle che non si può lasciare andare così senza scrivere nulla, calando, oggi, il buio stellato tra la Prima Giornata Internazionale della Felicità (20 marzo) e la Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo).

Una notte sospesa tra Felicità e Poesia, un tempo “consolatorio” pronto a decantare bellezza che non ho proprio voglia di farmi sfuggire, anche solo per ricordarlo a me stessa.

Anni fa, almeno 6, durante un viaggio in treno, incontrai una signora intorno alla settantina, dalle buffe fattezze, un po’ grassottella, che mi raccontò della sua appassionata e osteggiata storia d’amore, vissuta in gioventù. Quasi verso la fine aggiunse: “io sono una poetessa”. Mi ricordo il mio stupore e il piacere provato nel sentirla pronunciare quell’immagine che aveva di sé. Ingenuamente aggiunsi: “allora avrà scritto delle poesie in quei giorni felici, in quella casa..” – e lei: “No ragazza mia, quello era il tempo di vivere.. quando l’amore si prova in quella maniera, non si trova il tempo di raccontarlo.. è quando lo perdi, ti manca, ti viene negato che hai il tempo di scriverlo, è da lì che nasce la poesia.. La poesia nasce per me nella solitudine, dalla mancanza” ..E come darle torto da un lato. Sembrerebbe (almeno in questo caso) che felicità e poesia, non possano coabitare nello stesso istante, se non nel ricordo, nell’evocazione, nel richiamo. Sembrerebbero abitare lontane. Eppure sono così vicine, eppure si alimentano.
La negata felicità e la sua ricerca possono generare la poesia, la poesia può ricordare, cercare, procurare la felicità. Una qualunque solitudine percepita, un dolore isolato (che Sensibilità riconosce e articola in verbo) può sfociare in poesia, trasformandosi in un forte atto di vita, che non può non avere in sé un pezzo di felicità, anche se rotto.

Forte mi è rimasta impressa, di questa conversazione, la distinzione tra questi due momenti: il tempo di vivere e il tempo di raccontare, di scrivere.

Forse quello di questa notte non è affatto, in realtà, il tempo di scrivere, ma il tempo di sentire, il tempo di ascoltare, ascoltare l’eloquente silenzio di queste due idee che si intrecciano nelle parole degli altri.

Il 21 marzo è nata la poetessa Alda Merini e questa è, almeno per me, una delle sue più famose poesie, che mi piace risentire in questa notte:

Sono nata il 21 a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini (da “Vuoto d’amore“)

Penso che oggi andrò a farmi un giro sul suo sito ad ascoltare ancora.

Felice Giornata della Poesia,

R.N.

Riproduzione Vietata

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